Il Sottosegretario Stefania Craxi, risponde all’interpellanza su Gibe III

“L’Etiopia è un Paese prioritario per la cooperazione italiana ed è prioritario per l’Etiopia, come gli altri Paesi dell’area, il potenziamento delle infrastrutture energetiche. Ciò spiega il ruolo che l’Italia svolge in questo settore, rivolto a dare un contributo allo sviluppo di una regione da cui da sempre riserviamo grande attenzione”. Questa è la risposta di Stefania Craxi, Sottosegretario di Stato per gli Affari Esteri, all’interpellanza parlamentare sull’Etiopia presentata dall’Onorevole Federica Mogherini.
Il sottosegretario afferma inoltre con molta chiarezza: “per quanto riguarda la specifica questione relativa alla costruzione della diga Gibe III in Etiopia, oggetto dell’interpellanza, si conferma l’esistenza di una richiesta, avanzata dal Governo etiope a quello italiano, di un credito d’aiuto di 250 milioni di euro per il cofinanziamento del progetto. Al momento il Governo italiano non ha ancora adottato una decisione sulla richiesta. Sono, infatti, tuttora in corso i necessari approfondimenti dell’iniziativa sul piano tecnico, socio-ambientale, finanziario e giuridico.
In via più generale, si ricorda che è possibile concedere crediti ai Paesi HIPC (quelli più poveri e indebitati) a condizione che gli stessi abbiano raggiunto determinati parametri economico-finanziari fissati dal Fondo monetario internazionale e abbiano ottenuto la cancellazione del debito. L’Etiopia si trova in questa condizione.
Per quel che concerne l’impianto Gilbel Gibe II, la cooperazione italiana ha accordato nel 2004 un credito di 220 milioni per la copertura parziale dei costi di costruzione di questa centrale idroelettrica etiopica. Al finanziamento italiano si sono aggiunti fondi del Governo etiopico e di altri donatori internazionali, tra i quali la Banca europea degli investimenti. Il finanziamento è stato oggetto di un accordo intergovernativo tra Italia ed Etiopia.
L’interpellanza cita, infine, l’iniziativa del bacino del Nilo, e le possibili ripercussioni della vicenda delle dighe in Etiopia su questa organizzazione regionale, che riunisce gli Stati rivieraschi per favorire un approccio cooperativo nella gestione delle acque. Voglio ricordare che l’Italia ha effettuato passi bilaterali per favorire il raggiungimento di un accordo multilaterale riconosciuto da tutti, dal momento che il negoziato in materia ha registrato una battuta d’arresto.
Il Ministro Frattini ha sollecitato l’Unione europea sulla questione, ricevendo assicurazioni in tal senso dall’alto rappresentante per la politica estera dell’Unione europea, signora Ashton. Va però precisato che nessuna delle due dighe menzionate nell’interpellanza ha un impatto sul bacino idrografico del Nilo: i fiumi Gilgel Gibe e Gibe, sui quali insistono le due infrastrutture, sono infatti rispettivamente subaffluente e affluente del fiume Omo, il quale scorre verso sud, per confluire nel Turkana, un lago privo di emissari.”
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Tag: gibe iii, gibe iii dam, Gilgel Gibe, gilgel gibe II, Sonia Craxi
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